Disability Card, per un’Italia ed un’ Europa accessibile.

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22 dicembre 2017.
Questa mattina, a Roma, presso la Sala Polifunzionale della Presidenza del Consiglio dei Ministri, adiacente alla Galleria Alberto Sordi , sono state presentate le fasi di genitura e di progettazione della Disability Card, che precisiamo sin da subito, ancora non è realtà, ancora non esiste.

Con le parole di Vincenzo Falabella, presidente della FISH Nazionale, che ha aperto i lavori, insieme al presidente della FAND, Franco Bettoni, «per ora esiste solo un filo logico conduttore che miri al miglioramento della qualità della vita delle persone con disabilità». 

L’idea della carta della disabilità nasce dal Consiglio europeo nel 2013, come concreta implementazione della Convenzione Onu sui diritti delle persone con disabilità, degli artt 9 (accessibilità) e 18 (libertà di movimento) e del principio che ne è alla base: il passaggio da un modello meramente medico ad uno sociale basato sul discarfoto2rispetto dei diritti umani calati nell’ambiente di vita, perché, come ha sottolineato Giampiero Griffo, membro proprio del Board europeo, « è la società che disabilita».

Dal momento che le persone con disabilità, ricordiamocelo sempre, sono in primis PERSONE, e quindi CITTADINI, come le altre, ma con meno opportunità, pensare ad una carta della disabilità deve significare proprio favorire ed incoraggiare la partecipazione alla vita sociale. Come? Semplificando.

Semplificare è un verbo molto caro alle persone con disabilità e alle loro famiglie che devono districarsi giornalmente tra una stratificazione di certificazioni figlia della miopia della burocrazia italiana. Quindi la Disability card altro non è che una forma di accomodamento ragionevole per garantire alle persone con disabilità il godimento e l’esercizio, su base di uguaglianza con gli altri, di tutti i diritti umani e delle libertà fondamentali (art.2 Convenzione ONU).

Immaginiamo una tessera come quella sanitaria, con un chip che contenga al suo interno la storia della persona, diagnosi, certificati, una sorta di fascicolo personale sempre disponibile e soprattutto spendibile in qualsiasi circostanza, per qualsiasi ‘servizio’ : musei, cinema, teatri, sport, trasporti, acquisti con l’iva agevolata.

Inizialmente sia Carlo Giacobini (direttore di Hanylex.org) che Giovanni Merlo (direttore di Ledha), due tra i maggiori esperti in fatto di disabilità, avevano espresso perplessità sul rischio di confondere la carta con un banale strumento di sconto, ma, lavorandoci, hanno colto le potenzialità di uno strumento nell’ottica di una nuova logica di accoglienza, di «un valore aggiunto per la qualità e la semplificazione della vita delle persone con disabilità» e delle loro famiglie, «uno strumento per andare oltre», usando le parole del Direttore Generale per l’inclusione Sociale e per le Politiche Sociali del Ministero del lavoro, Raffaele Tangorra. Un esempio per tutti: il transito ai varchi ZTL semplicemente possibile con la lettura del chidiscarfoto1p, senza bisogno di fare richiesta, di presentare documentazione cartacea, di giri burocratici per uffici. 

Ruolo centrale per la realizzabilità della Carta, una volta messi in rete le Direzioni dei servizi ( musei,teatri, cinema, Ferrovie dello Stato, aeroporti ) e quindi Ministero dei beni Culturali, Ministero dei Trasporti e Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, è l’ INPS, che nella persona del Direttore Centrale Invalidità Civili, Rocco Lauria, ha espresso piena disponibilità ad adoperarsi per la realizzazione della Carta.

Carlo Giacobini ha evidenziato come sia una sfida stimolante sia la possibilità di ripensare a molti strumenti già esistenti ma non uniformati e non in rete, che l’organizzazione di una serie di regole e criteri a cui ricondurre i benefici e le agevolazioni, pensando a dei gruppi e sottogruppi omogenei per tipologia di disabilità, creando delle progettazioni dinamiche nuove, in cui includere anche le disabilità intellettive e sensoriali.

Ma…
Ma l’emendamento presentato alla legge di stabilità appena votata non è stato accolto: prevedeva il finanziamento per la creazione materiale della card a fronte anche della presentazione dello studio di fattibilità. Il Ministro Poletti si è però impegnato, attraverso Raffaele Tangorra, a dar seguito al progetto della carta magari attraverso una sperimentazione in una città, per esempio Roma, e, ancora più localmente, nel Municipio I, dopo la disponibilità espressa dall’Assessore alle Politiche Sociali, Emiliano Monteverde, e come auspicato dal Disability Manager del gabinetto della Sindaca di Roma, Andrea Venuto.

Faccio mia la sintesi di Pietro Vittorio Barbieri, past president FISH e attuale Coordinatore del Comitato Tecnico Scientifico dell’Osservatorio Nazionale sulla Disabilità del Ministero del lavoro e delle politiche Sociali: il mondo della disabilità avverte la necessità di una politica più attenta che comprenda come il diritto di cittadinanza, di uguaglianza e delle pari opportunità passi anche attraverso questo strumento!

Stefania Stellino
Presidente ANGSA Lazio Onlus

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