Nelle fiction in TV i nostri ragazzi fanno i chirurghi, nella vita reale non possono nemmeno fare una vacanza…

Abbiamo deciso di rendere pubblica la desolante segnalazione che ci è arrivata da una famiglia associata ad ANGSA Lazio. Al termine di questa triste e sconcertante storia, alcune nostre considerazioni.

***

Siamo F.S. e S.S., genitori di M., ragazzo che presenta un disturbo dello Spettro Autistico ad alto funzionamento (sindrome di Asperger).

Il grande desiderio e sogno di M. è quello di viaggiare all’estero per conoscere usi e costumi delle varie popolazioni.

Per questo motivo, a seguito del conseguimento del diploma di maturità (liceo classico ad indirizzo linguistico), abbiamo deciso di regalare a M. un viaggio all’estero insieme a noi, a coronamento di cinque anni scolastici caratterizzati dal grande sacrificio e sofferenze (bullismo, indifferenza, emarginazione, insegnanti di sostegno cambiate ogni anno, ecc.).

Ci siamo recati presso l’Agenzia “Cral Riuniti La vacanza Italiana srl” per prenotare il viaggio: Il Gran Tour Olanda AMS – Olanda del Nord – L’Aja – Olanda del Sud – Rotterdam – Utrecht organizzato dal Tour Operator “Guiness Travel”.

L’operatrice dell’agenzia contattava telefonicamente il personale del Guiness Travel e, accertata la disponibilità dei posti (camera tripla per tre adulti), predisponeva il contratto di compravendita del pacchetto Turistico. A fronte della sottoscrizione del contratto di vendita, veniva da noi corrisposto il 30% del costo complessivo del pacchetto turistico. Prenotiamo, rammentando all’operatore che nostro figlio ha la sindrome di Asperger, cosa per altro nota al Tour Operator essendo già loro clienti.

Purtroppo, con una telefonata l’indomani, l’agenzia ci  ha comunicato che il Tour Operator Guiness Travel rifiutava la nostra partecipazione in quanto, a detta dello stesso Tour operator, nostro figlio non sarebbe stato in grado di partecipare al Gran Tour Olanda AMS, neppure a fronte di una liberatoria in loro favore.

Però ci avrebbero rimborsato l’anticipo!

La gioia di nostro figlio si è quindi tramutata in profondo sconforto e tristezza alla notizia del rifiuto a poter partecipare ad un normale viaggio e dell’evidente selezione della clientela.

Abbiamo preteso dal Tour operator una risposta scritta alla nostra richiesta di spiegazioni. Risposta che è arrivata qualche giorno dopo:

“La nostra società, privata, non ha mai confermato questa prenotazione; al telefono il nostro booking risponde solo circa la disponibilità ma poi deve seguire richiesta scritta con eventuali segnalazioni come in questo caso ed avvengono gli accertamenti del caso.

La nostra società non ha mai rifiutato la prenotazione ma ha fatto presente che nel viaggio scelto (con percorsi lunghi e più di un hotel) non riusciva a garantire tutte le richieste fatte e sarebbe incorsa, in maniera non onesta e corretta perchè lo sapeva ab origine, ad offrire un disservizio; cioè un disservizio consapevole.

La nostra società ha invece proposto alternative, tipo una sola città senza spostamenti come d’altronde il viaggio precedente che hanno fatto, in cui era sicura di poter offrire ciò che necessitava al cliente.

A dimostrazione che questo non è rifiuto ma semplicemente assistenza nella prenotazione come fa un consulente di viaggio altamente qualificato.

Cordiali saluti,
G.F.
www.guinesstravel.it

Le giustificazioni sommarie addotte dal Tour per il rifiuto della prenotazione non solo non soddisfano quanto da noi richiesto ma riportano, a nostro sommesso avviso, alcune inesattezze.

Nell’email si legge che il tour operator non avrebbe rifiutato la prenotazione “ma ha fatto presente che nel viaggio scelto (con percorsi lunghi e più di un hotel) non riusciva a garantire tutte le richieste fatte

1) Il percorso più lungo è di 220 Km (3° giorno) come pubblicizzato dal loro catalogo a pag. 165

2) Gli hotel sono due: Hotel Holiday Inn Boelelaan o similare in Amsterdam e Worldhotel Wings o similare in Rotterdam.

3) Le nostre richieste, che peraltro non costituivano una conditio sine qua non” per la nostra partecipazione al viaggio, non vengono riportate dal Tour operator poiché sono richieste banali espresse da moltissimi viaggiatori “normodotati” o non disabili quali:

  • avere possibilmente una camera lontano dai servizi (ascensori e cucine)
  • poter aver assegnati posti avanti sul pullman (anche con pagamento supplemento) negli spostamenti, così come avvenuto nel precedente viaggio;
  • avvisare la compagnia aerea per una eventuale assegnazione di posti così come suggerito, sin dal 2016, dal progetto “Autismo – in viaggio attraverso l’aeroporto”, iniziativa promossa da ENAC – Ente nazionale per l’aviazione civile – insieme ai principali gestori degli aeroporti nazionali, con la collaborazione di Assaeroporti e delle Associazioni di settore.

Sempre nella risposta del tour operator è riportato che  “La nostra società ha invece proposto alternative, tipo una sola città senza spostamenti come d’altronde il viaggio precedente che hanno fatto, in cui era sicura di poter offrire ciò che necessitava al tuo cliente”.

In realta il Tour Operator non ci ha presentato alcuna alternativa.

L’agenzia Cral riuniti ci ha riferito (ovviamente solo verbalmente) che le motivazioni addotte dal Tour per rifiutare la nostra prenotazione erano che:

  • il Tour operator doveva garantire il regolare svolgimento del viaggio agli altri clienti e quindi se il ragazzo si fosse sentito male loro sarebbero stati in difficoltà dicendo: “dove li lasciamo?”
  • in Olanda le camere degli Hotel sono molto piccole e quindi saremmo stati scomodi.
  • neanche con sottoscrizione di liberatoria a loro favore avrebbero accettato la nostra partecipazione.

 


 

Questa la lettera che abbiamo ricevuto…

Dopo aver messo da parte disappunto e rabbia, qualche considerazione.

Dare un senso alle maldestre giustificazioni del Tour Operator è davvero complicato.
Leggere che, in un mondo che si professa inclusivo come il nostro, si neghi un viaggio organizzato ad una persona solo per stigma, perché si presume potrebbero verificarsi dei disservizi in relazione alla sua disabilità, non solo è indice di quanto siamo ancora lontani dall’idea di “paese civile”, ma soprattutto del livello di discriminazione che ci circonda.

Chiunque, disabilità o meno, può sentirsi male e compromettere (?) il viaggio degli altri partecipanti: è da mettere in conto quando si decide di partire con un viaggio organizzato, o no?

Ed ancora nel 2018 bisogna accettare di subire tali lesioni dei diritti: prima viene la PERSONA (con i suoi diritti) poi la disabilità.

Però.

Però abbiamo la Convenzione ONU sui diritti delle Persone con disabilità, la legge 18 del 3 marzo del 2009, che nell’art.5 c.3 recita:
“Al fine di promuovere l’uguaglianza ed eliminare le discriminazioni, gli Stati Parti adottano tutti i provvedimenti appropriati, per garantire che siano forniti accomodamenti ragionevoli.”

Ed ancora nell’art.30 c.1:
“Gli Stati Parti riconoscono il diritto delle persone con disabilità a prendere parte su base di uguaglianza con gli altri alla vita culturale e adottano tutte le misure adeguate a garantire che le persone con disabilità: […]
 (c) abbiano accesso a luoghi di attività culturali, come teatri, musei, cinema, biblioteche e servizi turistici, e, per quanto possibile, abbiano accesso a monumenti e siti importanti per la cultura nazionale.”

E la nostra ‘bella’ Costituzione, l’art.3
 …è compito della Repubblica rimuovere tutti gli ostacoli che limitano la libertà e l’uguaglianza dei cittadini…

La libertà e l’uguaglianza …valori che probabilmente non sono propri del Tour Operator “Guiness Travel”.

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