Un anno fa Giulio De Mattia ha iniziato a lavorare con il progetto BREAKCOTTO, lo raccontavamo qui, in un’intervista nella quale Giulio ci ha emozionato per la forza con la quale ha fatto emergere il concetto di DIGNITÀ. Adesso invece in questa nuova intervista ci ha fatto non solo emozionare, ma anche piangere e sorridere insieme.

Giulio è stato assunto a tempo indeterminato dall’azienda BREAKCOTTO.

Giulio ha firmato il contratto.

Giulio lo comunica con una compostezza che riassume consapevolezza e determinazione ed autodeterminazione.

Dalle parole di Giulio emerge chiaramente come abbia nel tempo acquisito sicurezza e competenza nel suo lavoro.

Giulio si sente addirittura pronto per “spiccare il volo”, per coronare il suo sogno di indipendenza.

Una opportunità. Questo dovrebbe essere garantito a tutti. La possibilità di inserirsi nel mondo, di sentirsi parte della realtà che ci circonda e poter pure divertirsi in “amicizia”.

Quanti concetti fondamentali alla base della vera PARTECIPAZIONE è riuscito a far emergere Giulio!

Godiamoci la sua nuova intervista.

Intervistatore: Allora, Giulio, è trascorso un anno dall’intervista che abbiamo fatto quando hai iniziato a lavorare: un anno di lavoro, quindi. Che cosa è successo?

Giulio: Allora, sono stato assunto a tempo indeterminato. La cosa certamente mi fa onore, ne sono contentissimo, ne sono senz’altro onorato e voglio continuare a lavorare sicuramente come sto facendo.

Intervistatore: Rispetto ai primi mesi di lavoro, le tue attività e mansioni sono cambiate, si sono evolute oppure sono rimaste quelle dei primi giorni?

Giulio: Le mansioni che sto svolgendo sono sicuramente in gran parte le stesse, anche se alcune sono addirittura aumentate. Per esempio, adesso faccio una cosa che prima non facevo: quando Rocco mi chiede di andare a prendere le cose sul furgone, che siano bevande oppure snack dolci o salati, io gliele porto e poi insieme le inseriamo nei distributori.

Intervistatore: E tutta questa sequenza di operazioni all’inizio non la facevi?

Giulio: No, inizialmente no. Soltanto adesso questa cosa, nel tempo, è andata crescendo.

Intervistatore: Molto bene, Giulio. Adesso parliamo un attimo di quello che c’è intorno al lavoro, della tua vita che, ovviamente come quella di tutti, è fatta di lavoro e di impegno, ma anche di altro. Pensi che in questo anno, anche grazie al lavoro, tu sia cresciuto nel tuo percorso di sviluppo personale o di autonomia?

Giulio: Sì, certamente. Durante questo mio primo anno di lavoro, a livello di autonomia personale, mi sento sicuramente cresciuto dal punto di vista psicologico ed emotivo, ma allo stesso tempo sto anche imparando sempre di più a essere consapevole di come ci si comporta e di come funziona il mondo del lavoro.

Intervistatore: Quali sono adesso i prossimi passi che vorresti percorrere?

Giulio: I prossimi passi che vorrei percorrere riguardano un futuro trasferimento nel Nord Italia, dove potrei stare vicino ad alcuni amici a me molto cari, ma anche continuare la mia esperienza lavorativa, professionale e personale. Inoltre, vorrei dimostrare di essere ancora più consapevole e maturo nello svolgere la mia attività professionale, sicuramente anche in un nuovo ambiente. Spero e mi auguro di raggiungere l’obiettivo del mio sogno futuro.

Intervistatore: Per chiudere, Giulio: c’è qualche episodio divertente che ti è accaduto al lavoro in quest’ultimo anno e che potrebbe valere la pena condividere con i lettori di questa intervista?

Giulio: Sicuramente qualcosa di divertente c’è, perché quando io e Rocco, tra uno spostamento e l’altro, ascoltiamo la radio e le canzoni, spesso e volentieri lui si diverte a ironizzare sui nomi dei cantanti. Per esempio, Bruno Mars lo chiama “Brunetto”, Roberta Branchini diventa “Robertina”, Marco Mengoni “Marcuccio”, Annalisa Scarrone “Annalisetta”, Tiziano Ferro “Tizianetto” e così via.

Intervistatore: E questo ti fa ridere? Ti diverte?

Giulio: Sì, ragazzi, scusate se mi permetto, ma mi fa ridere a crepapelle!

Intervistatore: Ottimo. Grazie, Giulio. Come in tutti gli ambienti di lavoro, c’è il momento dell’impegno, però c’è anche il momento del divertimento.

Giulio: Certo.

Intervistatore: Grazie, Giulio, per le tue risposte.

Giulio: Saluto tutti e spero che la mia intervista vi piaccia.

 

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