Rischi di una passeggiata (quando non vitale): proposte alternative ed operative

In questi giorni sono molte le famiglie che ci stanno chiedendo se ci siamo attivati come associazione per fare in modo che anche nel Lazio, come già in alcuni comuni e Regioni d’Italia, alle persone con autismo sia data la possibilità di uscire come avveniva prima del COVID-19.
Sappiamo che per molti la nostra posizione potrà sembrare impopolare, ma non crediamo utile né tantomeno giusto applicare regole diverse da quelle già previste nel decreto Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri del 8, 9 e 22 marzo 2020.

Il contesto ambientale è completamente cambiato: scuole, parchi, negozi, bar, pizzerie, piscine sono chiusi. Tutto chiuso. Portare una persona con autismo fuori di casa sapendo che non solo non potrà fare quello che faceva prima e quindi rispettare le sue routine ma che potrebbe non essere in grado di seguire tutte le “regole” di prevenzione richieste dalla presenza del virus (mettere la mascherina, mettere i guanti, non toccare naso-bocca-occhi, lavarsi frequentemente le mani, distanziamento sociale, tossire o starnutire nel fazzolettino o interno gomito, etc.) aumenta la probabilità che possano verificarsi comportamenti difficili da gestire e soprattutto quella di essere contagiati.

Quest’ultima possibilità, soprattutto se fosse necessaria terapia subintensiva con ventilazione, sarebbe un evento (quello sì) impossibile da gestire per una persona con autismo e questa è l’unica cosa che riteniamo fondamentale evitare (ricordiamo che i genitori non potrebbero assistere i figli che rimarrebbero soli con medici ed infermieri bardati come alieni!).

Qualora fosse assolutamente impossibile gestire la persona autistica in casa, allora la normativa già prevede la possibilità di una passeggiata entro 200m dal proprio domicilio. Inoltre la regione Lazio da ieri, 24 marzo, (clicca per leggere il documento) ha dato (vaghi) suggerimenti a chi è preposto alla vigilanza, con indicazioni sulle misure restrittive per le persone nello spettro dell’autismo, che sembrano confermare quanto appunto già previsto:

“Resta inteso che le uscite avverranno solo se strettamente necessario, restando nei dintorni di casa, rispettando le regole di distanziamento sociale per prevenire il contagio del virus. L’esigenza di uscire deve essere autocertificata. L’accompagnatore avrà cura di portare con sé il modulo predisposto dal Ministero dell’Interno, indicando quale sia la ragione di “necessità” dello spostamento, a piedi o con mezzo privato. Oltre all’autocertificazione, è consigliabile che l’accompagnatore sia munito di altra documentazione, come il certificato attestante la condizione di disabilità rilasciato dal proprio medico curante o dalla struttura che segue l’assistito”.

Uscite strettamente necessarie e nei dintorni di casa, consigliando il certificato del medico di base o dello specialista. Insomma il chiarimento sembrerebbe non aggiungere nulla! Se non la necessità di un certificato del medico, meglio se il npi o psichiatra che ha in carico la persona, ma che tipo di certificato??? Perché anche questo è poco chiaro. Dovrebbe essere un certificato che circostanzi la reale necessità nel tempo e nello spazio.

Quindi, come associazione ci disinteressiamo dei problemi che le famiglie stanno vivendo in questo drammatica situazione emergenziale? Non solo siamo interessati ma ci siamo attivati fin da subito per supportare le famiglie ad affrontare questa inaspettata situazione.

Per questa ragione abbiamo ideato un progetto di consulenza, avvalendoci delle competenze ed esperienze degli esperti con cui abitualmente collaboriamo, CulturAutismo e Giuliaparla che ringraziamo: PANDEMIA e AUTISMO Consulenza Supporto e Conforto alle famiglie

Inoltre segnaliamo sul sito di CulturAutismo gli utili documenti elaborati dalla Dottssa Flavia Caretto ed i professionisti dell’associazione che danno idee su cosa fare e come farlo con i più piccoli, con i bambini, con gli adolescenti ed i giovani adulti anche con bisogno di supporto intensivo, ai tempi del coronavirus e delle scuole e dei centri chiusi.

Cosa fare con bambini e adolescenti con bisogno di supporto intensivo
Idee per attività domestiche con i più piccoli
Attività con i fratelli
Cosa Fare con i bambini tra i 4 e 7 anni circa durante l’emergenza Coronavirus
Come gestire la didattica a distanza per i nostri bambini e i nostri ragazzi
Autismo e comunicazione a casa

Utilissime anche le iniziative di interventi a distanza di Giuliaparla che dopo aver dovuto sospendere le attività di gruppo abilitative, socializzanti, ricreative, in presenza, hanno garantito la prosecuzione dei gruppi per quei bambini e ragazzi che sono in grado di sostenere una relazione mediata da uno schermo, per chi meno, hanno predisposto la mediazione attraverso la figura di un professionista che da remoto possa guidare il genitore ed il caregiver. Inoltre di seguito i link alle iniziative su instagram

E con molto piacere segnaliamo che la asl ROMA1 si è attivata rimodulando le proprie attività, garantendo l’attività delle équipe territoriali dedicate alla Linea Autismo rimanendo disponibili per un monitoraggio continuo dell’utenza in carico, con particolare attenzione a quelle situazioni di instabile equilibrio della regolazione emotivo-comportamentale. (clicca per leggere il documento)

Inoltre è in fase di definizione un “vademecum” da condividere con i genitori, con indicazioni rispetto alla gestione delle routine quotidiane (Agende e Calendari Visivi– Ritmo sonno-veglia – Ritmo dell’alimentazione) e proposte di attività occupazionali e ricreative, in funzione delle fasce di età e delle caratteristiche del profilo di sviluppo, nelle aree delle autonomie, delle funzioni motorie e grafo-motorie e nel dominio attentivo-cognitivo. Le attività saranno monitorate direttamente con i Care-giver mediante telefonate/videochiamate degli operatori di riferimento.

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