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	<title>denuncia &#8211; Angsa Lazio</title>
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	<description>Ass. Naz. Genitori perSone Autistiche del Lazio - CF 97475060584</description>
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		<title>Quando un insegnante DI SOSTEGNO arriva a denunciare il suo studente con disabilità, il FALLIMENTO E’ DI TUTTO IL SISTEMA.</title>
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		<dc:creator><![CDATA[angsaadmin]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 09 Aug 2018 17:10:35 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Angsa Lazio]]></category>
		<category><![CDATA[Lettera aperta]]></category>
		<category><![CDATA[denuncia]]></category>
		<category><![CDATA[fallimento]]></category>
		<category><![CDATA[scuola]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="339" height="421" src="https://www.angsalazio.org/wordpress/wp-content/uploads/2018/08/FotoSegnaletica.png" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://www.angsalazio.org/wordpress/wp-content/uploads/2018/08/FotoSegnaletica.png 339w, https://www.angsalazio.org/wordpress/wp-content/uploads/2018/08/FotoSegnaletica-242x300.png 242w" sizes="(max-width: 339px) 100vw, 339px" /></p>Il ragazzo della foto si chiama Claudio ed è mio figlio. La foto segnaletica è ovviamente finta, mentre è vera la denuncia che è stata presentata contro di lui dal suo insegnante di sostegno ]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-size: 16px;"><em>Di seguito la lettera di due genitori che danno voce ad un ragazzo. Un ragazzo nello spettro con una compromissione intellettiva e del linguaggio tale da non permettergli di ‘denunciare’ in prima persona la “qualità” di una parte della scuola inclusiva italiana. </em></span></p>
<p><span style="font-size: 16px;"><em><strong>Un insegnante, che sceglie</strong> (e qui non voglio sindacarne i motivi) <strong>di stare sul sostegno sa bene a cosa va incontro, nel bene e nel male</strong>: affiancare una persona con una disabilità <strong>può essere una esperienza estremamente arricchente, ma anche molto impegnativa</strong> e che richiede <strong>specializzazione e formazione</strong> specifica. Quella specializzazione e formazione specifica fatta sul singolo, perché solo conoscendo lo spettro nella sua interezza e l’autismo della singola persona si possono gestire situazioni che noi genitori gestiamo tutti i giorni. Come? Attraverso appunto un percorso formativo serio, dando l’opportunità ai professionisti (ed anche alla famiglia) di contribuirvi.</em></span></p>
<p><span style="font-size: 16px;"><em>L’ Angsa insiste da sempre <strong>sull’importanza imprescindibile della specializzazione e del training on the job</strong>.  Quando parliamo di insegnanti specializzati non è perché vogliamo la qualifica ad ogni costo.</em></span></p>
<p><span style="font-size: 16px;"><em>Vogliamo solo che i nostri ragazzi possano avere vicino insegnanti che abbiano studiato per questo. Ritrovarsi invece, talora, insegnanti preparati sì nella loro materia (penso a bravi insegnanti di Educazione Fisica o di Educazione Artistica per esempio), ma che non sanno assolutamente cosa sia l’autismo è deleterio per gli studenti ma anche svilente per loro.</em></span></p>
<p><span style="font-size: 16px;"><em>Se in casa abbiamo un problema elettrico non chiameremo mai un idraulico!</em></span></p>
<p><span style="font-size: 16px;"><em>Buona triste lettura</em></span></p>
<p style="text-align: center;">***</p>
<p><span style="font-size: 16px;"><img decoding="async" class="alignleft wp-image-4401" src="http://www.angsalazio.org/wordpress/wp-content/uploads/2018/08/FotoSegnaletica.png" alt="fotosegnaletica" width="176" height="219" srcset="https://www.angsalazio.org/wordpress/wp-content/uploads/2018/08/FotoSegnaletica.png 339w, https://www.angsalazio.org/wordpress/wp-content/uploads/2018/08/FotoSegnaletica-242x300.png 242w" sizes="(max-width: 176px) 100vw, 176px" />Il ragazzo della foto si chiama Claudio ed è mio figlio. La foto segnaletica è ovviamente finta, <strong>mentre è vera la denuncia che è stata presentata contro di lui dal suo insegnante di sostegno</strong> (uno dei tre che gli hanno assegnato).</span></p>
<p><span style="font-size: 16px;">Quale reato ha commesso? Il peggiore in assoluto, è stato perfino colto in flagranza: <strong>è colpevole di autismo!</strong></span></p>
<p><span style="font-size: 16px;">Molta è la rabbia che provo in questi giorni e tante sono le cose che vorrei scrivere su questo insegnate, ma proverò a limitarmi ai fatti…</span></p>
<p><span style="font-size: 16px;">Claudio è un ragazzo di 19 anni ed ha frequentato il secondo anno in un Istituto superiore di una scuola in provincia di Roma.</span></p>
<p><span style="font-size: 16px;">Per noi di famiglia Claudio è un “bambuomo”, un ragazzone di 100 chili abbondanti con le esigenze, il linguaggio, la capacità comunicativa e il bisogno di aiuto di un bambino: <strong>un pacioccone che, in presenza di situazioni per lui “stressanti”, potrebbe avere importanti problemi comportamentali</strong>.</span></p>
<p><span style="font-size: 16px;">Volendo essere più precisi e utilizzando la descrizione che fanno i medici di Claudio, riporto la seguente definizione: “Claudio ha una diagnosi di Disturbo dello Spettro Autistico (F.84), Epilessia (G40) e Disabilità Intellettiva Grave (F72). Il ragazzo presenta <strong>un quadro di Handicap Grave</strong> con il riconoscimento della legge 104/92 art.3 comma 3. E’ in trattamento farmacologico per le problematiche comportamentali”.</span></p>
<p><span style="font-size: 16px;">Dallo scorso anno, abbiamo deciso in sintonia con il dirigente scolastico che Claudio avrebbe frequentato la scuola per 20 ore a settimana. A Claudio sono state assegnate 18 ore di sostegno (divise su tre insegnanti) e 20 ore di assistenza specialistica: di fatto ha sempre avuto la copresenza.</span></p>
<p><span style="font-size: 16px;">Tra alti e bassi, riteniamo soddisfacente il lavoro che è stato svolto in questi due anni dall’equipe scolastica e siamo probabilmente tra i pochi che hanno avuto la fortuna (?) della continuità didattica.</span></p>
<p><span style="font-size: 16px;">Il 19 aprile scorso, Claudio era particolarmente agitato. Mio figlio, l’insegnante di sostegno e un assistente specialistico erano nell’aula dedicata al lavoro individuale. L’insegnante, per provare a <em>tranquillizzarlo</em>, gli ha <strong>proposto l’uso del computer pur sapendo che le casse audio non funzionavano correttamente</strong>. Questo “malfunzionamento” <strong>ha aumentato il grado frustrazione</strong> e agitazione di Claudio.</span></p>
<p><span style="font-size: 16px;">Per cercare di sistemare l’attacco delle casse, <strong>l’insegnante si è chinato davanti a Claudio</strong> che, a quel punto, ha colpito con un pugno il professore.</span></p>
<p><span style="font-size: 16px;">Questo è avvenuto mentre l’assistente specialistico era in bagno, il quale quindi non ha assistito alla scena.</span></p>
<p><span style="font-size: 16px;">L’accaduto è stato riferito dall’insegnante, e solo da lui, poiché <strong>Claudio non è in grado di raccontare la sua versione dei fatti.</strong></span></p>
<p><span style="font-size: 16px;">Il professore si è fatto accompagnare al vicino pronto soccorso. Nel frattempo la scuola ci ha chiamato chiedendo di andare a riprendere Claudio in quanto l’insegnante era andato in ospedale per via del pugno ricevuto.</span></p>
<p><span style="font-size: 16px;">Siamo andati subito a scuola e abbiamo trovato Claudio che stava tranquillo al proprio banco, sempre nell’aula adibita al lavoro individuale (quindi non insieme agli altri compagni e insegnanti), intento a lavorare sui compiti a lui assegnati insieme all’assistente specialistico.</span></p>
<p><span style="font-size: 16px;">Al pronto soccorso, il medico di turno, ha dato al professore<strong> un giorno di prognosi</strong>: non si evidenziavano ecchimosi, traumi o danni sulla parte colpita ma <em>il paziente</em> lamentava giramenti di testa.</span></p>
<p><span style="font-size: 16px;">In realtà il professore è tornato a scuola quando ormai l’anno scolastico era quasi terminato. Non ha praticamente più visto Claudio e non ha risposto alle nostre richieste per sapere come stesse. Durante questo periodo il professore ha presentato periodicamente dei certificati medici che hanno allungato il periodo di malattia.</span></p>
<p><span style="font-size: 16px;">La storia sembrava finita lì.</span></p>
<p><span style="font-size: 16px;"><strong>Il 26 giugno</strong> siamo stati convocati dalla centrale dei Carabinieri del paese dove viviamo: un paio di giorni prima, <strong>il professore ha sporto denuncia contro Claudio per aggressione</strong>.</span></p>
<p><span style="font-size: 16px;">La denuncia l’ha fatta presso una caserma dei Carabinieri delle Marche ed è stata trasmessa alla centrale del nostro paese.</span></p>
<p><span style="font-size: 16px;"><strong>Quasi tre mesi sono passati da quel presunto pugno</strong> e abbiamo scoperto che durante questo periodo l’insegnante non ha ragionato sugli antecedenti, non ha cercato di capire cosa avesse provocato quella reazione in mio figlio, non ha provato a comprendere come funziona la mente autistica, <strong>non ha messo in discussione il suo operato</strong>, non ha in poche parole compreso i propri errori ma <strong>ha scelto di addossare &#8220;<em>la colpa</em>&#8221; a chi non ha capacità di discernimento</strong>.</span></p>
<p><span style="font-size: 16px;">Un insegnante, soprattutto quando decide di occuparsi del sostegno, dovrebbe mettere in conto che, purtroppo, <strong>questo lavoro serba dei rischi che solo un’adeguata formazione e programmazione possono ridurre.</strong></span></p>
<p><span style="font-size: 16px;"><strong>Questo insegnante invece, paragonando Claudio a un bullo dei nostri tempi</strong> o ad un delinquente maleducato poco incline al rispetto delle regole, si è recato presso una stazione dei carabinieri ed ha fatto regolare denuncia!</span></p>
<p><span style="font-size: 16px;">In tutta questa incredibile storia, <strong>apprezziamo la solidarietà</strong> (unita all’incredulità) <strong>manifestata dagli altri insegnanti di sostegno e dagli assistenti specialistici di Claudio</strong>.</span></p>
<p><span style="font-size: 16px;">Adesso non ci resta che sperare che la procura, alla quale i carabinieri hanno inoltrato  la denuncia e la documentazione che abbiamo dovuto presentare per dimostrare la condizione di nostro figlio, archivi rapidamente il caso e non dia luogo a procedere.</span></p>
<p style="text-align: left;"><span style="font-size: 16px;"> ..anche se mi incuriosisce l’idea di vedere mio figlio al banco degli imputati incapace perfino di rispondere alla più semplice e classica delle richieste: “Giura di dire la verità, tutta la verità e nient’altro che la verità?”</span></p>
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